DISPLAY DI-VINO SPECIALE MAGGIO | GEMME DI GUSTO
Rovereto | domenica 24 maggio
Palazzo del Bene, Piazza Rosmini 4 - Rovereto
Domenica 24 maggio ore 18.00
🥂 Arte & Calici: Un Viaggio Sensoriale a Palazzo del Bene 🎨
A Rovereto riparte il dialogo tra bellezza e territorio.
Fondazione Caritro inaugura un nuovo ciclo di appuntamenti serali dove la Collezione d’Arte incontra l'eccellenza del mondo del vino. Non una semplice visita guidata, ma un’esperienza immersiva che intreccia racconto, osservazione e degustazione.
Domenica 24 maggio
Il viaggio comincia domenica pomeriggio con un evento speciale pensato per chi vuole scoprire il patrimonio artistico locale attraverso uno sguardo inedito.
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Cosa aspettarsi: Un percorso che connette i capolavori della collezione con i sapori del territorio 🍷
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L'esperienza: Una narrazione che unisce la storia dell'opera d'arte alle note organolettiche dei vini in degustazione 🖼️
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Perché partecipare: Per vivere il Palazzo non solo come contenitore d'arte, ma come luogo di connessioni inattese e convivialità 🎻
Un’esperienza che intreccia arte, immagini e sapori, creando legami profondi tra la creatività dell'uomo e i frutti della nostra terra.
📆 Domenica 24 maggio
🕰️ 18.00
📌 Palazzo del Bene, Corso Rosmini
Iscrizione gratuita compilando il form a questo link (info al numero 376 218 1575)
La Metamorfosi del Mecenate: dalla Corte all'Impresa
L’arte e la cultura non sono mai state entità isolate, ma il frutto di un dialogo costante con chi ha avuto la visione (e i mezzi) per sostenerle. La figura del mecenate ha attraversato i secoli trasformandosi profondamente, pur mantenendo intatta la sua missione di custode del genio umano
Un'Evoluzione in Tre Atti
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L'Era Nobile: In principio fu il privilegio delle corti. Il mecenatismo era un atto di magnificenza aristocratica, dove il principe proteggeva l'artista per dare lustro al proprio casato e immortalare il potere nel marmo e nel colore.
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L'Ascesa Borghese: Con il tramonto dell'Ancien Régime, il testimone è passato alla borghesia illuminata. Qui, il sostegno alla cultura è diventato uno strumento di emancipazione civile e identità sociale; il salotto ha sostituito la corte, trasformando l'arte in un ponte tra intelletto e nuova stabilità economica.
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La Visione Industriale: Nel secolo scorso, la metamorfosi è giunta al suo compimento più ambizioso. Il mecenatismo si è fatto industriale e corporativo, trasformandosi in un impegno etico e sociale. Non più solo un gesto individuale, ma una strategia di "restituzione" al territorio: l'impresa moderna non produce solo beni, ma genera valore culturale, integrando la bellezza nel tessuto della produzione e del welfare.
Oggi, essere mecenati significa comprendere che il progresso tecnico è sterile se non accompagnato da una costante fioritura dello spirito umano.
Il Vino come Eredità: Una Storia di Visione e Territorio
La storia della viticoltura, proprio come quella del mecenatismo, è una narrazione di custodia e trasformazione.
Esiste un filo rosso che lega il prestigio del passato alla forza collettiva del presente, dove ogni bottiglia si fa interprete di un'epoca.
L'Imprinting Nobile con l'Azienda agricola de Tarczal:
Come il mecenatismo delle corti nasceva per celebrare la magnificenza, la tenuta de Tarczal incarna la tradizione aristocratica. Qui il vino è un atto di dedizione secolare, dove il rispetto per il casato e per le varietà storiche (come il Marzemino) riflette quell’eleganza nobile che ha protetto la cultura per generazioni. In degustazione vi sarà un originale Chardonnay da vigneto a piede franco, il Felix Vigneti delle Dolomiti Igt
La Dinamicità Borghese con la cantina Letrari:
Il passaggio alla dimensione borghese trova specchio nella famiglia Letrari. È il mecenatismo dell'intraprendenza e del talento individuale: una visione, iniziata con Leonello che continua con Lucia Letrarei, che unisce la competenza tecnica a un forte senso di identità sociale, elevando il Metodo Classico a simbolo di un'eccellenza che dialoga con il mondo moderno. Lucia Letrari porterà in degustazione il suo Cuvée Blanche Trentodoc.
La Forza "Industriale" e Collettiva con Cembra, cantina di montagna:
La metamorfosi finale è quella della cooperazione, il mecenatismo industriale inteso come restituzione al territorio. Nella Cantina di Cembra e di LA VIS, il sostegno alla cultura non è più del singolo, ma della comunità. È la "viticoltura eroica" che si fa impresa sociale, dove la tutela del paesaggio e del lavoro agricolo diventa un investimento culturale condiviso per le generazioni future. Sergio Valentini presenterà un Mueller Thurgau Trentino Doc
DISPLAY: Di-vino, Degustazioni e Arte nasce con l'intento di far dialogare le eccellenze del territorio — rappresentate dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino — con i tesori artistici della collezione della Fondazione Caritro.
Il percorso che stiamo per intraprendere segue una narrazione affascinante: l'anatomia della creazione artistica. Abbiamo diviso questo viaggio in tre momenti fondamentali, gli stessi che ogni artista attraversa prima che un'opera possa definirsi conclusa.
Il Primo Passo: Pensare
Tutto ha inizio con un’idea, un guizzo che si fissa sulla carta. Nella fase del Pensare, la matita è la protagonista assoluta. Lo vediamo chiaramente negli schizzi di Fortunato Depero, come nel suo "Pittore al lavoro" degli anni '20, dove il tratto essenziale cattura l'intimità del gesto creativo. Anche la sua "Flora e fauna magica" ci mostra come l'immaginazione inizi a popolare il foglio bianco molto prima che intervenga il colore.
La Trasformazione: Realizzare
Una volta definita l’idea, l’artista passa alla fase del Realizzare, dove la materia prende il sopravvento. Qui i sensi si accendono: i colori diventano vibranti e le tecniche si diversificano. Passiamo dal calore quotidiano della "Natura morta con pesche" di Attilio Lasta, un olio su cartone che sembra quasi sprigionare un profumo fruttato , alla delicatezza eterea delle "Peonie" di Augusto Sezanne, rese con la trasparenza dell'acquerello. È in questa fase che l'opera acquisisce il suo corpo e la sua anima visiva.
L'Incontro: Diffondere
Infine, l'arte trova la sua voce pubblica attraverso la fase del Diffondere. L'opera esce dallo studio dell'artista per incontrare lo sguardo dello spettatore, spesso moltiplicandosi grazie a tecniche come la xilografia. Un esempio incantevole sono i "Gerani" di Lea Botteri: un intreccio di volti e fiori che dimostra come l'arte possa propagarsi e fiorire negli occhi di chi guarda.
Il viaggio di DISPLAY a Palazzo del Bene esplora in un goloso parallelismo il vino non solo come prodotto, ma come un’opera d’ingegno che nasce da tre fasi vitali: l'idea, la forma e il racconto, dall'uva alla bottiglia alla tavola.
Tutto ha inizio nel vigneto con la fase del Pensare, dove l’agricoltore interpreta la natura prima ancora di agire.
Michele Tomasi de La Cadalora rappresenta questa dedizione silenziosa: il suo obiettivo è la ricerca costante della "buona uva", curata con il rispetto di chi sa che la qualità nasce nel campo.
In degustazione, il suo Pinot Grigio Gazzi esprime proprio questa chiarezza d'intento, offrendo un calice che è la traduzione liquida del pensiero contadino applicato alla terra.
L’ispirazione si trasforma poi nel Realizzare, il momento della trasformazione in cantina dove l'intuito deve sposare la tecnica più rigorosa. Questa fase è incarnata da Paolo Malfer di Revì Trentodoc, la cui passione per il metodo classico richiede una lungimiranza fuori dal comune.
Il suo Trentodoc Pas Dosè è il risultato di questa precisione: uno spumante di grande struttura che sfida il tempo, dove l'enologo interviene con maestria per far emergere l'anima più autentica e pura delle bollicine trentine.
Infine, il vino raggiunge la sua pienezza nel Diffondere, quando esce dalla cantina per farsi ambasciatore di una cultura.
Sergio Valentini, ristoratore, patron della Locanda delle Tre chiavi e portavoce della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino, è il narratore di questo passaggio finale. Attraverso un vino "del cuore", il Merlot Antica Vigna dell'azienda agricola Grigoletti, Sergio ci guida in una filosofia di narrazione del terroir, spiegando come ogni bottiglia sia in realtà il racconto di un intero territorio e della comunità che lo vive

