Maso Schneider
Una storia di famiglia e di allevamento, tra i prati della Val di Fiemme, dove l’ospitalità nasce dal legame con la terra
Una storia di famiglia e di allevamento, tra i prati della Val di Fiemme, dove l’ospitalità nasce dal legame con la terra e dalla vita quotidiana del maso.
Ci sono luoghi in cui la montagna si guarda dalla finestra e altri in cui la si vive davvero. A Maso Schneider, sopra Cavalese, la vita dell’agriturismo nasce direttamente dal lavoro della famiglia Varesco, allevatori da generazioni, e da un legame con la terra che affonda le radici nel 1950, quando Vitale e Amelia costruirono la prima stalla. Da allora sono passati molti anni, ma passione per gli animali, cura del territorio e amore per la vita di montagna continuano a essere il filo conduttore della famiglia.
Oggi quel modo di vivere la montagna incontra un’ospitalità semplice e contemporanea. Il maso è immerso nei prati di Ville di Fiemme, in una posizione panoramica privilegiata da cui lo sguardo corre dalla catena del Lagorai fino alle Pale di San Martino e al Corno Nero. Le camere, realizzate in abete naturale della Val di Fiemme, hanno balcone o terrazza e lasciano entrare il paesaggio, la luce e il silenzio della valle.
Ma soggiornare al Maso Schneider significa soprattutto entrare, con discrezione, nella vita della fattoria. Qui gli ospiti possono conoscere da vicino il lavoro dell’allevatore, osservare gli animali e scoprire quel ciclo che parte dall’erba dei prati e arriva fino al latte sulla tavola. La famiglia si prende cura di circa 200 animali, coltiva i prati necessari alla produzione del foraggio e porta avanti da oltre trent’anni anche l’attività in malga a Cazorga, in Val Cadino.
È un’esperienza fatta di piccoli gesti e suoni che in città non si incontrano più: il rumore dei campanacci quando le mucche rientrano in stalla, il profumo dell’erba appena tagliata, il ritmo della mungitura. E poi la colazione, dove il lavoro della fattoria arriva finalmente a tavola: latte, yogurt e formaggi prodotti con il latte conferito al Caseificio Sociale Val di Fiemme, insieme a salumi, pane, marmellate e dolci fatti in casa.
È proprio a colazione che si comprende meglio il senso dell’ospitalità del maso: non una ricerca di effetti speciali, ma il piacere delle cose genuine, preparate con prodotti dell’azienda e del territorio. Una tavola che cambia con le stagioni e che racconta, senza bisogno di parole, il lavoro che si svolge ogni giorno appena fuori dalla porta.
Anche gli spazi raccontano questo incontro tra passato e presente. Il legno, i dettagli contemporanei e il comfort delle camere convivono con una storia familiare che continua a essere visibile e presente. Il soprannome “Schneider”, tramandato insieme alla famiglia Varesco, è diventato il nome del maso e oggi identifica un luogo in cui una lunga esperienza di allevatori viene condivisa con chi sceglie di fermarsi qui.
Mani in pasta
Pronti ad allacciare il grembiule? Insieme a Roberta andremo in cucina per mettere le mani in pasta!

